Workflow · Open source · Fotografia
```Sviluppare RAW senza aprire RawTherapee: quando il workflow viene prima del software
Uso RawTherapee per sviluppare i miei file RAW. Questa volta, però, non avevo bisogno di aprire RawTherapee.
```Il problema era già risolto
```Avevo davanti diversi gruppi di immagini RAW, realizzati in condizioni luminose differenti ma abbastanza omogenee all'interno di ogni gruppo.
La parte importante del lavoro era già stata fatta: osservare le immagini, dividerle secondo le condizioni di ripresa e stabilire una base di sviluppo adatta a ciascun gruppo.
Non avevo quindi bisogno di aprire ogni fotografia per decidere nuovamente cosa farne. Avevo bisogno di applicare in modo coerente una serie di impostazioni già definite e ottenere i file che sarebbero diventati la base del successivo editing.
A quel punto la domanda è diventata molto semplice: se so già cosa voglio ottenere, perché devo necessariamente passare dall'interfaccia del programma?
```Dietro l'interfaccia c'è uno strumento
```RawTherapee permette di salvare le impostazioni di sviluppo nei profili PP3. Esposizione, contrasto, gestione del colore, nitidezza e molte altre regolazioni possono quindi diventare parte di un profilo riutilizzabile.
Ma soprattutto il motore di sviluppo non esiste soltanto dentro la finestra che utilizziamo normalmente con mouse e tastiera.
Può essere richiamato anche da terminale.
Questo significa poter prendere un gruppo di RAW, indicare il profilo PP3 da utilizzare e lasciare che RawTherapee esegua lo sviluppo batch senza dover aprire la sua interfaccia grafica.
```Un workflow molto semplice
```Il processo, alla fine, si è ridotto a pochi passaggi:
- selezionare e raggruppare i RAW in base alle condizioni di ripresa;
- associare a ogni gruppo il profilo PP3 appropriato;
- avviare lo sviluppo batch da terminale;
- ottenere una base coerente per il successivo editing delle immagini.
Non è un'automazione pensata per sostituire le decisioni fotografiche.
È esattamente il contrario: le decisioni vengono prese prima. L'automazione interviene soltanto quando ripetere manualmente la stessa operazione non aggiungerebbe nulla al risultato.
```Il punto non è RawTherapee
```Sarebbe facile trasformare tutto questo in un articolo su quanto sia potente RawTherapee o sui vantaggi del software open source.
Ma non è questo il punto.
Domani potrei utilizzare un altro programma, un altro sistema operativo o uno strumento completamente diverso. Quello che rimane è il metodo.
Conoscere uno strumento significa anche sapere quando la sua interfaccia non serve.
Un software dovrebbe adattarsi al lavoro che dobbiamo svolgere, non obbligarci a costruire il nostro lavoro intorno alla sua interfaccia.
```Fotografi liberi
```È uno dei principi che stanno alla base di SM Academy e di un'idea che riassumo con due parole: Fotografi liberi.
Liberi non significa utilizzare obbligatoriamente software open source. Non significa rifiutare gli strumenti commerciali. E non significa automatizzare tutto ciò che può essere automatizzato.
Significa conoscere abbastanza il proprio processo da poter scegliere.
Scegliere lo strumento adatto. Capire cosa delegargli. Sapere cosa può essere automatizzato. E soprattutto riconoscere ciò che deve rimanere una decisione del fotografo.
Perché gli strumenti cambiano continuamente. Il processo può evolvere. Le interfacce vengono sostituite.
Lo sguardo, invece, resta umano.
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