Negli ultimi anni l’Albania ha vissuto uno sviluppo rapido e sorprendente. Grattacieli, infrastrutture e turismo in crescita convivono con villaggi, rituali e architetture che raccontano un passato ancora vivo. Questo reportage vuole indagare il contrasto tra le “radici” — simbolo di identità e tradizione — e le “ali” di un Paese che guarda con determinazione all’Europa e alla modernità. Attraverso luoghi, volti e scene di vita quotidiana, le immagini raccontano una nazione che cambia volto senza dimenticare da dove viene.Ho attraversato l’Albania più volte nell’arco di un anno, osservando il suo straordinario momento di trasformazione. Il mio sguardo si è posato sui contrasti che convivono nello stesso spazio: un palazzo nuovo accanto a una casa abbandonata, un anziano che vende frutta davanti a un centro commerciale, un monastero circondato da gru e cantieri. Con “Albania, ali e radici” ho cercato di raccontare non solo un luogo, ma un equilibrio fragile tra memoria e futuro — tra ciò che resta e ciò che aspira a volare via. Questo lavoro è anche un dialogo personale con la mia idea di appartenenza: ogni Paese, come ogni persona, è costretto a scegliere se restare fedele alle proprie radici o seguire le proprie ali. Quello che vedete qui è un piccolo estratto delle riprese totali, durate oltre 5 mesi.